Sforzarsi a mangiar bene potrebbe non bastare. Per perdere peso e stare in salute serve anche condurre una vita più rilassante

Sacrificare un appetitoso hamburger con patatine in favore di una più salutare insalata mette a posto la coscienza evitando subdoli sensi di colpa, ma non è detto che aiuti sempre a guadagnare in salute. O, almeno, non se il giorno prima è trascorso in modo problematico e poco rilassante. Lo stress infatti, sempre in agguato quando si ha una vita impegnata e frenetica, potrebbe annullare quanto di buono si fa per il proprio corpo scegliendo un’alimentazione sana ed equilibrata. 

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Questo è quanto sostiene Janice Kiecolt-Glaser, direttrice dell’Institute for Behavioral Medicine presso il Wexner Medical Center in Ohio, in uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry. Si tratta di una ricerca che ha indagato, in una sessantina di donne, il rapporto tra dieta e stress e, in particolare, l’effetto che vivere degli eventi stressanti può avere sulla risposta del corpo all’assunzione di diversi tipi di grassi: quelli saturi e quelli insaturi.

Se i primi, di origine prevalentemente animale, si sono guadagnati nel tempo l’appellativo di “cattivi” per i negativi effetti che hanno sulla salute di cuore e arterie facendo aumentare i depositi di colesterolo LDL, i secondi, derivati dai vegetali, riabilitano, almeno in parte, la categoria dei grassi. I monoinsaturi, infatti, presenti ad esempio in olio di oliva e di girasole, tengono sotto controllo il colesterolo “cattivo” e hanno proprietà antiossidanti.  

In più, ai grassi saturi la recente ricerca ha anche associato un aumento dei marcatori biologici legati all’infiammazione, processo che, se cronico e mal regolato, è legato allo sviluppo di patologie cardiache, diabete, artrite a ad altri pericolosi disturbi. Ed è proprio su questi marcatori che si sono concentrati i ricercatori dell’Ohio.

Alle partecipanti allo studio sono state somministrate, in giorni diversi, due diverse colazioni, uguali però nel contenuto calorico, piuttosto elevato, 930 calorie e nella quantità di grassi presenti. Ciò in cui differivano era il tipo di grasso principalmente presente. Una era stata preparata con olio di palma, saturo, mentre l’altra con olio di girasole, un grasso monoinsaturo. 

La quantità di proteina C reattiva, di amiloide sierica A e di alcune molecole di adesione intracellulare e vascolare, sostanze che segnalano un processo infiammatorio e mediano quello aterosclerotico, era più alta dopo aver consumato un pasto a predominanza di grassi saturi, confermando così, la maggiore salubrità di quelli monoinsaturi. 

Se, però, il giorno prima della colazione, chi partecipava allo studio aveva vissuto una giornata stressante, anche il pasto virtuoso sembrava perdere i suoi benefici, presentando valori di marcatori infiammatori paragonabili a quelli associati a cibo meno salutare. 

«Non importa cosa avevano mangiato le donne, se erano stressate il loro livello di infiammazione era più alto; dal punto di vista fisiologico l’aver consumato grassi saturi o insaturi era indifferente», spiega Kiecolt-Glaser. E non si trattava di eventi stressanti particolarmente gravi, bastava aver avuto una giornata un po’ impegnativa con i figli o aver badato a genitori anziani, situazioni comuni che a molti capita di vivere. 

Lo stress, di per sé, può incidere negativamente su peso e salute. Porta a dormire male e di meno, spinge a trovare conforto nel cibo e distoglie l’attenzione da comportamenti virtuosi come la pratica di attività fisica, ma lo studio statunitense evidenzia qualcosa di nuovo. «Lo stress sembra cambiare il modo in cui il nostro corpo processa i cibi, non sappiamo bene ancora come, ma chiarirlo sarà importante per definire il complesso rapporto tra alimentazione e stati emotivi», continua la ricercatrice statunitense.

Questo, però, non significa che se la giornata è stata pesante e impegnativa sia legittimo ricorrere a cibo spazzatura, tanto qualcosa di più sano non farebbe bene comunque. Lo stress nella vita di ogni giorno, sul lavoro o in famiglia è sempre in agguato, tanto che negli USA si stima che sia causa di sintomi fisici o psicologici in oltre il 70 per cento degli individui. Visti i suoi deleteri effetti sulla salute, secondo i ricercatori, meglio mantenere un’alimentazione sana e cercare piuttosto di gestirlo al meglio, con yoga, meditazione, esercizio fisico o qualsiasi altra attività che rassereni e distolga l’attenzione dalle preoccupazioni quotidiane. 

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